Normativa HACCP

Normativa e sanzioni

Dal primo gennaio 2006 è entrata in vigore la nuova legislazione europea in materia di igiene degli alimenti. Gli operatori del settore alimentare devono:

  • dimostrare di avere attivato la procedura di autocontrollo, secondo le modalità richieste dall’autorità competente, tenendo conto del tipo e della dimensione dell’impresa alimentare;
  • garantire che tutti i documenti in cui sono descritte le procedure siano costantemente aggiornati e conservati per un periodo adeguato;
  • garantire che tutti i lavoratori inseriti siano correttamente formati e in grado di applicare la corretta prassi igienica

Per aiutare le aziende ad essere in regola con tutti gli adempimenti eseguiamo delle verifiche in loco e indichiamo passo passo tutti gli interventi necessari a migliorarle.

Eseguire correttamente le procedure di verifica consente di dimostrare la corretta applicazione del sistema anche ove fossero riscontrate inadeguatezze, tutelando il responsabile dell’azienda dal rischio di sanzioni

Il Sistema HACCP, in sentesi, non è basato sul principio dell’autodenuncia, ma sul principio dell’autocontrollo e del miglioramento continuo.

Le sanzioni sono stabilite dal Decreto 193/2007 riguarda il regime sanzionatorio, in materia di HACCP. Sono riportati i commi da 5 a 8:

Comma 5 –  Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore del settore alimentare operante ai sensi dei regolamenti (CE) n. 852/2004 e n. 853/2004 a livello diverso da quello della produzione primaria che non rispetta i requisiti generali in materia di igiene di cui all’allegato II al regolamento (CE) n. 852/2004 e gli altri requisiti specifici previsti dal regolamento (CE) n. 853/2004 e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 3.000;
Comma 6 –  L’operatore del settore alimentare operante ai sensi dei regolamenti (CE) n. 852/2004 e n. 853/2004, a livello diverso da quello della produzione primaria, che omette di predisporre procedure di autocontrollo basate sui principi del sistema HACCP, comprese le procedure di verifica da predisporre ai sensi del regolamento (CE) n. 2073/2005 e quelle in materia di informazioni sulla catena alimentare, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 6.000;
Comma 7 – Nel caso in cui l’autorità competente riscontri inadeguatezze nei requisiti o nelle procedure di cui ai commi 4, 5 e 6 fissa un congruo termine di tempo entro il quale tali inadeguatezze devono essere eliminate. Il mancato adempimento entro i termini stabiliti e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 6.000;
Comma 8 – La mancata o non corretta applicazione dei sistemi e/o delle procedure predisposte ai sensi dei commi 4, 5 e 6 e’ punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1000 a euro 6.000.

Riassumendo, quindi, il D.Lgs. 193/2007 distingue i provvedimenti da adottare nelle due diverse ipotesi:

Assenza di requisiti e procedure (art. 6 commi 4, 5 e 6):
applicazione sanzione amministrativa e adozione da parte dell’autorità competente del provvedimento con cui si prescrivono, ai sensi dell’articolo 54 del reg. CE 882/04, le opportune azioni correttive, volte alla rimozione delle non conformità;
Presenza di requisiti e procedure, ma inadeguatezza degli stessi (art. 6 comma 7):
assegnazione di un congruo termine per l’adeguamento dei requisiti e delle procedure. Applicazione sanzione amministrativa solo in caso di mancato adeguamento